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David Bez

David Bez è un creative designer milanese che vive a Londra. I live Art, la rubrica dedicata a chi è riuscito a fare della propria passione artistica un lavoro, lo ha intervistato per voi.

Intervista

ILA: Com’è iniziato il tuo viaggio?
DAVID: La prima spinta per trasferirmi da Milano a Londra è stata la decisione di cambiare genericamente vita. Sentivo il bisogno di imparare qualcosa di nuovo, anche semplicemente una lingua. Al tempo ero un freelance, mi sono detto “cosa può cambiare? Al massimo mi mandano indietro con la ricevuta di ritorno”. E invece alla fine sono lì da otto anni. A Londra sono andato a lavorare da subito per un’azienda e mi sono adattato alla vita inglese. Mangiavo all’inglese, bevevo all’inglese e sono ingrassato di circa 10 chili. Dopo 2 anni mi sono reso conto che avevo bisogno di riappropriarmi della mia salute. Ho deciso di informarmi su cosa è la nutrizione, come può aiutarti a essere più sano, più attivo anche, più funzionale.

ILA: Perché proprio l’insalata?
DAVID: Perché volevo mangiare più sano e mi sono chiesto “come posso farlo con i mezzi che ho?”. “Posso fare qualcosa di fresco sulla mia scrivania!”. Mi sono portato coltelli e tagliere e l’ho trasformata in una piccola cucina. Inizialmente ho provato a fare degli esperimenti: volevo controllare gli ingredienti e mangiare qualcosa che fosse anche bello.
Puoi immaginarti la reazione in un ufficio pieno di gente: era decisamente strano soprattutto perché gli inglesi non cucinano molto. Amano il cibo ma non cucinano.

ILA: Come hai fatto a creare così tante insalate?
DAVID: È stata forse la sfida più grossa perché è stato un progetto di quasi 4 anni in cui ogni giorno dovevo creare una nuova insalata. Inizialmente era abbastanza semplice, poi ho incominciato a ripetermi con insalate abbastanza simili. Da lì ho iniziato ad avere un approccio sistematico: mi sono preso un ingrediente settimanale e l’ho esplorato in maniera anche molto libera, a volte anche un po’ casuale. Ho generato delle insalate orribili ma anche alcune veramente innovative, buone e particolari.

ILA: Qual è il segreto di un’ottima insalata?
DAVID: È una buona proporzione tra gli ingredienti giusti. È soprattutto l’idea di mettere sia le verdure, sia le foglie o i grani e le proteine.

ILA: Sei più istinto o creatività?
DAVID: Sono uno che ragiona molto poco e agisce soprattutto di pancia. Quello che sento che è giusto lo continuo a perseguire: senza costanza non arrivi da nessuna parte.

ILA: Qual è la tua insalata preferita?
DAVID: È una domanda molto difficile. Ho creato più di 1000 insalate. Nel libro ce ne sono 260 e direi che sono quasi tutte le mie preferite. Se proprio devo sceglierne una, opterei per una estiva. Una che mi piace molto per esempio è questa che trovo sia molto bella che molto buona. Ha dentro dei fagioli, dei fiori, delle foglie miste, una crema di melanzane e dei pomodorini secchi.

ILA: E quando non prepari l’insalata cosa ti piace mangiare?
DAVID: Un po’ di tutto. Mi sono abituato a mangiare abbastanza leggero: quando mi alzo da tavola mi piace essere attivo. Tendenzialmente mangio piatti con molte verdure perché mi danno una bella sensazione.

ILA: Raccontaci come concili cibo ed estetica
DAVID: Credo che quello che faccio adesso sia una diretta conseguenza del mio lavoro precedente. In fondo continuo ad occuparmi di design e creatività solo che disegno insalate invece di layout. O forse disegno delle insalate come dei layout. La fortuna che questo libro sta avendo, è data dal fatto che ho cercato di dare al cibo sano un’estetica. Prima di tutto mangiamo con gli occhi. C’era bisogno di questo per fare in modo che la gente avesse voglia di mangiare sano.

ILA: Ci sono degli oggetti da cui non riesci a separarti?
DAVID: Una delle cose è la mia fotocamera con cui ho scattato tutte le foto del libro e di cui non mi separo mai. Un’altra cosa è il mio cellulare; grossa parte del libro è stata creata attraverso il blog e l’unico modo, per me di fare blogging attraverso i social media, era con il cellulare. Creavo la mia insalata durante la giornata e la postavo sulla metropolitana per andare a casa. Un’altra cosa che uso tantissimo è la mia agendina in cui annoto qualsiasi cosa: idee, progetti, sia riguardanti le insalate che la creatività in generale.

ILA: Come vivi la tua pausa?
DAVID: Ovviamente la mente non può continuare a prendere dati, ha bisogno anche di riposare e rielaborare i dati che ha immesso dentro. Tendenzialmente cerco di alzarmi ogni ora, magari per bermi un caffè o semplicemente per farmi una passeggiata. Un po’ di movimento è quello che ti fa azzerare la testa e ti aiuta a recuperare la creatività.

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